In data 16/06/2026 è giunto a definizione il procedimento penale n. 3258/2025 relativo alla Torre di Via Stresa, l’edificio alto più di 80 metri costituito da 24 piani fuori terra. Una sentenza, seppur di primo grado, che assume rilievo tanto sotto il profilo penale quanto sotto il profilo urbanistico-edilizio. Sebbene si debba attendere il deposito delle motivazioni, dal comunicato stampa diffuso dal Tribunale di Milano si apprende che il processo si è concluso con una pronuncia di assoluzione, recante la formula “il fatto non costituisce reato”, per difetto dell’elemento soggettivo, sia doloso sia colposo, del reato ascritto agli imputati. Dal suddetto comunicato si evincono i primi aspetti rilevanti della pronuncia e, nel dettaglio: La sentenza in questione offre un interessante spunto di riflessione poiché si inserisce in uno scenario in cui la giurisprudenza amministrativa continua a pronunciarsi in merito alla definizione di ristrutturazione edilizia, nonché alla differenza che intercorre tra quest’ultima e la nuova costruzione.